martedì 3 novembre 2009

I Lupi


Uno dei gruppi putignanesi più acclamati dell’epoca erano i Lupi, nati oltre 40 anni fa, tra il 1965 e il 1966, formati da Contegiacomo basso canto, Giannicola Belviso chitarra, Cesare Petruzzi tastiera, Paolo Palmisano batteria e canto, Luciano Schettini chitarra e Battista Ginnasio alla batteria.
“Ascoltavamo i Beatles, anche il rock and roll americano e tutta la musica beat e leggera che in quegli anni stava cambiando velocemente – dice Contegiacomo – nel nostro repertorio c’erano le canzoni di Wess (I miei giorni felici) o Whiter Shade of Pale la mitica canzone dei Procol Harum
All’epoca non c’erano i mezzi attuali come CD, cassette e videocassette audio – ricorda Contegiacomo. C’erano dischi, mangiadischi, e rari apparecchi televisivi. Ogni concerto era quindi un avvenimento che attirava centinaia di ragazzi. Le prove del nostro gruppo si svolgevano in un locale nei pressi della ditta di confezioni Serio e le ragazze, (allora erano centinaia le operaie impiegate nelle ditte putignanesi) si affacciavano ad applaudire. Era il tempo dei capelli lunghi, dei figli dei fiori, del pacifismo nato dalla guerra in Vietnam, dei pantaloni a zampa di elefante e seguendo la moda lanciata dai Beatles anche noi decidemmo di creare una “divisa” del gruppo e la indossammo per la prima volta passeggiando, a sera, su di un affollatissimo Corso Umberto I destando la curiosità e i commenti di tutti” .

La rivoluzione di Beatles e Rolling Stones

Nella foto: il gruppo "Le parallele"
La vera esplosione dei gruppi musicali arriva a metà degli anni ’60. I Beatles in Inghilterra erano i figli moderni del Rock and Roll degli anni ‘50 e rivoluzionarono la musica popolare scatenando “ondate ormonali” in milioni di fans in delirio tutto il mondo.
A Putignano nacquero gruppi i cui nomi sono rimasti impressi nella memoria cittadina
I Lupi, i Nuovi, I filantropi, i Drops
Negli jusi del centro storico, nelle case di villeggiatura nacquero un nugolo di complessini. Si suonava, si strimpellava rompendo le scatole ai vicini, ma nasceva un mondo nuovo, un’epoca che ha lasciato una traccia e una nostalgia profonde in chi l’ha vissuta . Era un misto contraddittorio di ribellione contro le convenzioni sociali, moda, e voglia di imitare quanto accadeva nel “Mondo” con la speranza di diventare “famosi come i Beatles”

lunedì 2 novembre 2009

I Cavallucci Marini


Altro gruppo attivissimo nelle balere e nelle feste di matrimonio erano i Cavallucci Marini guidati dal trombettista Narduccio Cervellera con lui c’erano Gaetano Recchia, Giuseppe Giliberti, Vincenzo Vinella, Paolo Vinella, Vito Nitti.

I Red Stars


Sciolti i Cubana Boys, a Putignano apparvero I Red Stars che utilizzavano i costumi di scena dei Cubana Boys. Il gruppo fu attivo dal 1960 al 1964 suonando negli jusi di carnevale e nelle balere. Era composto da Raimondo Troilo (fisarmonica) , Franco Gonnella (Batteria), Carlo Giliberti (detto A’ zabell” alla tromba) , Guido Lanera (contrabbasso), Elio Colizzi (Chitarra),
“Tra di noi - ricorda Raimondo Troilo – oggi notissimo ed apprezzato commercialista putignanese – solo Carlo Giliberti “a zabell” studiava musica ed in seguito è divenuto insegnante di conservatorio. Del resto veniva da una famiglia di musicisti: il padre nella banda di Putignano e il fratello suonava la batteria nei gruppi dell’epoca
Io avevo studiato fisarmonica con il maestro Luigi Matarrese vincendo anche il 2° premio al concorso nazionale di Merano. Una volta diplomato, però, iniziai a lavorare mettendo da parte la musica; la fisarmonica si ruppe e non ne ho più comprate altre. Dal ’60 al 64 i Red Stars allietarono decine di matrimoni, serate danzati al Garden (attuale Moirée) alla Sala Bagni, Sala Perla, al ristorante Matarrese a Castellana Grotte. Facevamo anche 2 sposalizi al giorno per arrotondare la scarsa paga del musicista e negli josr, nel periodo di carnevale iniziavamo a suonare alle 7 di sera e terminavamo al mattino. Erano altri tempi quando il Carnevale era "Carnevale" e ci si divertiva con poco. I Red Stars suonavano tutti i generi musicali ballabili, ma arrangiati con accenti swing e Jazz. All’epoca nessuno aveva il vibrafono ed io fui il primo a Putignano ad utilizzarlo seguendo la moda del momento che aveva portato alla celebrità Lionel Hampton

I Frenetici anni ‘60




Alla fine degli anni ’50 nacque il gruppo musicale “I Frenetici” che si esibiva nella sala Perla.
I Frenetici, era proprio un bel nome: il programma del “nuovo spirito dell’epoca”.
Tra i componenti del gruppo c’era Paolo Lippolis, più conosciuto dai Putignanesi come fondatore della Carlip assieme ad Ambrogio Caramia. I Frenetici erano formati da Pasquale Tateo alla batteria, Alessandro Cino al contrabbasso, Stefano Tateo alla fisarmonica (Padre di Matteo Tateo), Paolo Lippolis chitarra e, dulcis in fundo, Vito Impedovo (il noto fotografo) cantante dal bel ciuffo e dagli occhi azzurri che facevano innamorare le ragazze.
Il Gruppo de I Frenetici nacque nel 1958 – ricorda Paolo Lippolis. Suonavamo in occasione dei matrimoni e il cavallo di battaglia era la canzone “Verde Luna”.
Il gruppo si esibì fino al 1961, poi si divise e Stefano Tateo, Paolo Lippolis, Lorenzo Tateo, Carlo il castellanese e Rocco di Noci formarono il nuovo gruppo I Misteriani
Anche la parentesi de i Misteriani terminò e Paolo Lippolis nel 1963 emigrò in Lussemburgo e l’anno successivo in Germania, ma non abbandonò la passione per la musica e nel tempo libero dal duro lavoro di saldatore formò un nuovo gruppo nel 1965 assieme a due emigrati putignanesi Angelo Casulli (sax) e Giovanni Pizzutilo (fratello dell’infermiere Roberto) alla batteria, il bolognese Pasquale alla chitarra solista e voce, e Fedele dalla Sardegna. Presero il nome de “i Diavoli” suonando nelle balere tedesche e nei circoli frequentati da tanti emigranti italiani. Tra le innumerevoli serate anche una memorabile in cui fecero da spalla a Claudio Villa e Laura D’Angelo in concerto a Colonia
Tornato a Putignano, Paolo Lippolis suonò con Peppin a Zabell, Stefano Tateo e Gianni Russo che di lì a poco fondò i Nuovi.

domenica 1 novembre 2009

I Cubana Boys

Correva l’anno 1957 e l’esibizione a Lido Torre Canne dei Cubama Boys, gruppo fondato da Mimì Campanella, venne recensita dal senatore Pietro Mezzapesa sulle pagine di una rivista locale: “Alla radio ascoltavamo i pezzi afrocubani – ricorda Mimì Campanella – Il rock and roll era ancora una musica per “giovani scapestrati” e lo si suonava solo tra amici. Per il grande pubblico erano sempre i pezzi danzanti ad avere la preferenza”.
Il maestro Campanella era l’unico strumentista ad avere una educazione musicale da Conservatorio, gli altri erano tutti autodidatti.

50 anni di rock and roll

1954: negli Stati Uniti d’America l’uscita del film Gioventù Bruciata segna la esplosione del fenomeno Rock and Roll. Una musica prorompente, una esplosione di vitalità, segno di un grande cambiamento nel mondo giovanile
A Putignano il Rock&Roll arriva grazie alla radio, ma la vera rivoluzione musicale scoppia a metà degli anni ’60 con il fenomeno dei Beatles. Sulla scia del loro successo, a Putignano c’è una esplosione di gruppi: I Lupi, I Nuovi, i Drops, i Filantropi e poi il rock più innovativo con gli Exp e la Banda Sperimentale. La passione per il rock è una “sorgente” che alimenta la nascita di decine e decine di gruppi:

Intanto, alla fine degli anni ’50 anche a Putignano arrivavano i timidi echi di quella musica grazie all’unico legame con il mondo costituito dalla radio (la televisione era ancora un lusso per pochi )
All’epoca Putignano , il maestro Mimì Campanella era l’animatore di gruppi musicali che suonavano soprattutto musiche latino americane nelle sale da Ballo: Valentino Dalessandro alla batteria, Franco Laterza ai Bongos, Mimì Campanella sax Clarinetto, Mimì Maggi ritmici, Minguccio Maggi contrabbasso e poi Giampaolo Romanazzi, Cenzino (fisarmonica) costituivano uno dei gruppi più stabili
Tra i musicisti del periodo anche Armando Aquilino alla batteria.